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LA DIDATTICA A DISTANZA TRA SFIDE E OPPORTUNITA’. QUALCHE SPUNTO DI RIFLESSIONE PER GLI INSEGNANTI.




In questi giorni di emergenza sanitaria ci viene chiesto di modificare i nostri comportamenti sia nella vita quotidiana sia lavorativa, in particolare gli insegnanti si trovano di fronte ad una delle sfide più grandi: la didattica a distanza. Sebbene si tratti di una situazione inaspettata a cui nessuno era preparato, può essere l’occasione per pensare a modalità alternative di didattica in ottica di crescita positiva.

Ma cosa significa didattica a distanza? Secondo le note del Miur dell’8 marzo 2020 “ogni iniziativa che favorisca il più possibile la continuità nell’azione didattica evitando la mera trasmissione di compiti ed esercitazioni, soprattutto alla scuola primaria, quando non accompagnata da una qualche forma di azione didattica o anche semplicemente di contatto a distanza”.


Come può essere veicolata la didattica a distanza? Implica sicuramente un grande cambiamento rispetto alla didattica in presenza a cui siamo abituati e l’utilizzo di modalità alternative per veicolare il sapere sostenendo la curiosità e la motivazione degli studenti. In questo momento è molto difficile riuscire a continuare le lezioni “tradizionali”, perché non è possibile osservare i feedback degli studenti e non è semplice riuscire a quantificare il materiale da assegnare a casa.

Questo significa mettere in gioco creatività e aggiornamento rispetto all’utilizzo degli strumenti tecnologici. Potrebbe essere utile ridurre la richiesta di compilare schede didattiche e studiare in autonomia tante pagine di un libro per favorire un maggior coinvolgimento e partecipazione attiva da parte degli studenti. È infatti fondamentale sostenere il più possibile l’interazione tra insegnanti e alunni, in quanto rappresenta un fattore cruciale nel processo di acquisizione di nuove competenze. Permettere agli studenti di registrare la lezione in presenza potrebbe dar loro la possibilità di ascoltarla, secondo i propri tempi e gli stili di apprendimento.

La didattica a distanza cambia le modalità di interazione con gli alunni; la situazione attuale porta a ridurre drasticamente i momenti in presenza, dilatando il tempo dedicato allo studio e alle attività in autonomia. Per questo motivo risulta indispensabile migliorare la qualità del lavoro nei rari momenti in cui è possibile dialogare con loro nella classe virtuale.


Un esempio di modello di didattica che potrebbe sostenere in maniera efficace l’apprendimento a distanza potrebbe essere l’approccio dell’insegnamento “capovolto” in cui:

  • lo studente fruisce la lezione individualmente a casa attraverso diversi strumenti che stimolano la curiosità e l’interesse, riducendo l’uso di testi e schede didattiche, quali: videolezioni, video, documentari, film, slide, esperimenti, ricerche, giochi didattici online. In questo modo può ascoltare e vedere i contenuti proposti secondo le proprie modalità organizzative;

  • l’esercizio e l’apprendimento individuale si spostano principalmente nella classe virtuale. Gli studenti possono così confrontarsi con l’insegnante o attivare lavori di apprendimento cooperativo in piccolo gruppo (presentazioni di argomenti alla classe attraverso l’utilizzo di slide o mappe che possono essere condivise);

  • si attivano, così, processi che stimolano maggiore coinvolgimento, interazione e partecipazione da parte di tutti.


Come si può organizzare la didattica a distanza? In queste settimane gli insegnanti devono affrontare nuovi compiti, in particolare quello di effettuare una scelta critica, ove possibile, tra le molte proposte di didattica a distanza che sono ora presenti. È bene, quindi, cercare di adottare una soluzione che sia maggiormente inclusiva per quel gruppo classe in quello specifico contesto. Per questo si ritiene utile:

  • supportare il lavoro di squadra all’interno del team insegnanti;

  • effettuare scelte condivise rispetto ai canali da utilizzare per veicolare la didattica a distanza;

  • evitare la scelta di piattaforme differenti che creano confusione nelle famiglie. Troppi input possono disorientare i ragazzi e rendere complesso il recupero del materiale;

  • usufruire di canali diversi nei casi in cui per la famiglia ci siano difficoltà pratiche ad accedere alla modalità pensata;

  • fornire supporto ai colleghi che non hanno elevate competenze digitali;

  • prevedere momenti di confronto settimanali all’interno del team insegnanti per organizzarsi e discutere sull’andamento della didattica;

  • definire una progettazione precisa delle attività evitando sovrapposizioni e comunicando agli studenti l’orario delle lezioni settimanali;

  • concordare con i colleghi il numero dei compiti assegnati per evitare un eccessivo carico di lavoro, che potrebbe rappresentare un ulteriore fattore di stress in questo periodo.


La scuola come agenzia educativa ha il compito sia di veicolare contenuti didattici sia di porre attenzione agli aspetti educativi, relazionali ed emotivi degli alunni. È bene utilizzare la tecnologia per sostenere e rassicurare gli studenti, trasmettendo loro una vicinanza emotiva che può colmare, in parte, l’assenza di relazioni in presenza. L’atteggiamento dovrebbe essere quello di aiutare a trascorrere del tempo in serenità, sviluppando negli studenti la consapevolezza che i loro insegnanti si occupano e preoccupano di loro anche a distanza. Occorre sostenere il dialogo con gli alunni attraverso momenti singoli o in piccolo gruppo in cui sia possibile uno scambio reciproco, oltre alla didattica, rivolto alla condivisione dei propri vissuti personali (ad esempio organizzare la “merenda” con il prof o effettuare una video-chiamata ad un alunno).

“La cosa importante non è tanto che ad ogni studente debba essere insegnato, quanto che ad ogni studente debba essere dato il desiderio di imparare”. John Lubbock

L’area psicopedagogica del Centro Progetto Futuro Infanzia Dr.ssa Angela Frigerio, pedagogista e insegnante di sostegno Dr.ssa Silvia Fumagalli, psicologa Dr.ssa Martina Licini, psicologa Dr.ssa Silvia Prandi, psicologa Dr.ssa Laura Valsecchi, psicologa e insegnante di sostegno.

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